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Bibbia Diodati (1641) - p. 2010
Capitolo XLIII
Il Signore predice alla sua Chiesa la liberatione dalla cattività di
Babilonia, come figura dell’eterna redentione per Christo: 9 on-
de, per queste divine predittioni, e per gli effetti miracolosi della
sua gratia, e potenza, egli farebbe apparire a tutto’l mondo,
ch’egli è il solo ed eterno Dio, 22 ilquale, nonostante i peccati del
suo popolo, gli voleva anchora, dopo un convenevole gastigamen-
to, far gratia, e perdono.
1Ma hora, così ha detto il Signore, tuo Creatore, o Ia-
cob; e tuo formatore, o Israel, Non temere: percioche io
t’ho riscattato, io t’ho chiamato per lo tuo nome: tu sei
mio.
2Quando tu passerai per l’acque, io sarò teco; e quan-
do passerai per li fiumi, non t’affogheranno: quando ca-
minerai per lo fuoco, non sarai arso, e la fiamma non ti
divamperà.
3Percioche io sono il Signore Iddio tuo, il Santo
d’Israel, tuo Salvatore: io ho dato l’Egitto per tuo riscat-
to; e l’Etiopia, e Seba, in luogo tuo.
4Conciò sia cosa che tu mi sii stato caro, e pregiato;
ed io t’habbia amato: io ho dati degli huomini per te, e
de’ popoli per l’anima tua.
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Non temere: percioche io son teco: io farò venir la
tua progenie di Levante, e ti raccoglierò di Ponente.
6Io dirò al Settentrione, Dà: ed al Mezzodì, Non di-
vietare: adduci i miei figliuoli di lontano, e le mie fi-
gliuole dall’estremità della terra.
7Tutti quelli che si chiamano del mio Nome, ed iqua-
li
io ho creati alla mia gloria, ho formati, anzi fatti.
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