La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Biblia, Apc » Bibbia Diodati (1641) - p. 3850



Capitolo XXI

1Figliuolo, se tu hai peccato, non continuar più: e fa
oratione per lo passato.
2Fuggi d'innanzi al peccato, come d'innanzi ad una
serpe: percioche, se tu te n'accosti, ti morderà.
3I denti d'esso son denti di leone, ed uccidono l'ani-
me degli huomini.
4Ogni iniquità è come una spada a due tagli: non v'è
guarigione alcuna alla sua ferita.
5Battiture, ed ingiurie disertano le ricchezze: così an-
chora sarà desolata la casa del superbo.
6L'oratione del povero arriva dalla bocca d'esso infino
all'orecchie di Dio; e'l suo giudicio viene prestamente.
7Chi odia la riprensione segue la traccia del peccato-
re: ma chi teme il Signore si converte di cuore.
8Un huomo potente di lingua è conosciuto da lungi:
ma l'intendente vede quando egli cade.
9Chi edifica la sua casa di facultà d'altri è come chi
rauna pietre per lo monumento della sua sepoltura.
10La raunanza degl'iniqui è un groppo di stoppa: e
la lor fine è fiamma di fuoco.
11La via de' peccatori è lastricata di pietre piane: ma
nella fin d'essa è la fossa della perditione.
12Chi osserva la Legge del Signore rattiene i suoi
pensieri, e'l compiuto timor del Signore è sapienza.
13Chi non è avveduto non sarà ammaestrator: v'è al-
tresì tale avvedimento, che è pieno d'amaritudine.
14La scienza del savio è abbondante, a guisa di dilu-
vio: e'l suo consiglio è come una fonte di vita.
15Le interiora dello stolto son come un vasello rotto,
e non ritengono alcuna scienza.
16L'huomo intendente, se ha udito un ragionamento
savio, lo lauda, e vi sopraggiugne.
17Se uno stolto l'ha udito, quello gli dispiace, e se lo
gitta dietro alle spalle.


pagina successiva »