La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
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der per la lingua: così prestamente verrà la ruina de'
malvagi.
20Una novella a sproposito è tutt'hora in bocca di
quelli che non son bene ammaestrati.
21La sentenza procedente dalla bocca dello stolto
non ha alcuna gratia: percioche egli non la dice a tempo
convenevole.
22V'è tale, che è impedito di peccare per manca-
mento di potere, e non ha alcun rimordimento nel suo
riposo.
23V'è tale, che perde se stesso per vergogna: perde,
dico, se stesso per la persona d'un pazzo.
24V'è tale, che per vergogna promette all'amico; e
poi se l'acquista nimico per nulla.
25La menzogna è un pessimo biasimo nell'huomo:
ella sarà frequente nella bocca di quelli che non son be-
ne ammaestrati.
26Il ladro val meglio che chi mente ordinariamente:
hor amendue essi herederanno perditione.
27Il propio dell'huomo bugiardo è dishonore, e la
sua vergogna dimora continuamente con lui.
28Il savio s'avanza per le sue parole, e l'huomo avve-
duto piace a' grandi.
29Chi lavora la terra accresce il suo mucchio, e chi
piace a' grandi fa perdonar l'iniquità.
30I presenti, ed i doni accecano gli occhi de' savi: ed,
a guisa di museruola in bocca, stornano le riprensioni.
31Quale utilità v'è in amendue queste cose, in sa-
pienza nascosta, ed in tesoro occulto?
32Meglio val l'huomo che nasconde la sua pazzia,
che l'huomo che cela la sua sapienza.
33Meglio vale una inevitabile sofferenza, con ricerca-
re il Signore; che uno che va aggirando la sua vita senza
padrone.


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