
18Imperoche il principio d'essa è il veracissimo disi-
derio d'ammaestramento.
19 E la cura dell'ammaestramento è carità: e la carità
è l'osservatione delle leggi d'essa: e l'osservatione delle
sue leggi è il fermo fondamento d'immortalità.
20 E l'immortalità fa che l'huomo è vicin di Dio.
21 Così il disiderio di sapienza conduce al Regno.
22 Se dunque, o rè de' popoli, voi vi dilettate di tro-
ni, e di scettri, honorate la sapienza, accioche regniate
in eterno.
23 Hor io vi dichiarerò che cosa sia la sapienza, e co-
me sia stata prodotta; e non vi celerò i misteri: anzi, ri-
cercando
fin dal principio l'origine d'essa, metterò in
evidenza la sua conoscenza, e non parlerò della verità,
come alla sfuggita.
24 Né anche caminerò con chi è tutto secco d'invidia:
percioche un tale non sarà partecipe di sapienza.
25 Hor la moltitudine de' savi è la salute del mondo,
e'l rè prudente è lo stabilimento del popolo.
26 Siate adunque ammaestrati per le mie parole, e ne
riceverete profitto.
Capitolo VII
1 Certo, io anchora sono huomo mortale, pari a tutti
gli altri, disceso dal primo huomo che fu formato di
terra.
2 E sono stato formato carne nel corpo di mia madre,
nello spatio di dieci mesi, essendo stato rappreso di san-
gue, con seme
d'huomo, e col diletto ch'accompagna la
cohabitatione.
3 Poi, essendo nato, ho attratta l'aria comune a tutti
noi, e son caduto sopra la terra, nellaquale tutti soffero-
no medesime cose: io
ho mandata fuori la prima voce,
simile a quella di tutti, piagnendo.
4 Io sono stato nudrito in fasce, e con molta cura.
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