
Capitolo I.
Del peccato originale e della miseria dell'uomo.
La Scrittura santa dice che
Dio
creò l'uomo ad imagine e
similitudine sua
, facendolo, quanto al corpo, impassibile, e, quanto
all'animo, giusto, verace, pio, misericordioso e santo.
Ma, poiché
egli, vinto dalla cupidità del sapere, mangiò di quel pomo proibito
da Dio, perdette quella imagine e similitudine divina, e diventò
simile alle bestie e al demonio, che l'avea ingannato: percioché,
in quanto all'animo, divenne ingiusto, mendace e crudele, impio e
inimico di Dio; e, in quanto al corpo, diventò passibile e suggetto a
mille incomodi e infirmità, né solamente simile, ma ancora inferiore
agli animali bruti
. E, sì come, se gli nostri primi padri fussero stati
ubbidienti a Dio, ci averebbeno lasciato, come cosa ereditaria, la
loro
iustizia e santità; così, essendo stati disubbidienti a Dio, ci hanno
lasciato per eredità la iniustizia, la impietà e l'odio loro verso Dio:
di modo che è impossibile che con le forze nostre possiamo amar
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