
di mezzo i rami folti, e che'l suo cuore s'è elevato nella
sua altezza:
11Io l'ho dato in man del più forte delle nationi, per
far di lui ad ogni suo volere, e l'ho scacciato per la sua
empietà.
12E stranieri,
i più fieri delle nationi l'hanno tagliato,
e l'hanno lasciato in abbandono: i suoi rami son caduti su
per li monti, e per tutte le valli: ed i suoi ramuscelli sono
stati rotti per tutte le pendici della terra: e tutti i popoli
della terra sono scesi dall'ombra sua, e l'hanno lasciato.
13Tutti gli uccelli del cielo albergano sopra le sue
ruine, e tutte le fiere della campagna sono sopra i suoi
ramuscelli.
14Accioche niun albero, inaffiato d'acque, non s'elevi
nella sua altezza, e non innalzi la sua cima d'infra i rami
folti: e che le lor querce, anzi tutti gli alberi che beono l'ac-
que, non si rizzino nella loro altezza: conciò sia cosa che
tutti quanti sieno dati alla morte, e sieno gittati nelle più
basse parti della terra, per mezzo'l comun degli huomini,
con quelli che scendono nella fossa.
15Così ha detto il Signore Iddio, Nel giorno ch'egli
scese nell'inferno, io ne feci far cordoglio: io copersi
l'abisso sopra lui, e ritenni i suoi fiumi, e le grandi acque
furono arrestate: ed io feci imbrunire il Libano per lui, e
tutti gli alberi della campagna si venner meno per lui.
16Io scrollai le nationi per lo suon della sua ruina,
quando lo feci scender nell'inferno, con quelli che scen-
dono nella fossa: e tutti gli alberi d'Eden, la scelta, e'
più belli alberi del Libano, tutti quelli ch'erano abbeve-
rati d'acqua, furono racconsolati nelle più basse parti
della terra.
pagina successiva »