
tere in vituperio il trono della tua gloria: ricordati del
tuo patto con noi, non annullarlo.
22Evvi, fra le vanità delle genti, alcuno che faccia
piovere? i cieli danno essi le piogge? Non sei desso tu, o
Signore Iddio nostro? per cio, noi spereremo in te, per-
cioche tu hai fatte tutte queste cose.
Capitolo XV
Il Signore risponde al profeta: dichiarandogli la sua irrevocabile
sentenza data contr'al popolo, 4 per li suoi peccati, 7 da' quali per
alcun gastigo passato egli non s'era convertito: 10 e Ieremia si
duole delle contese ch'egli sofferiva nel suo ministerio; e trascor-
re in qualche impatienza, e sdegno: 19 ma dal Signore è ripreso,
ammaestrato, e rassicurato.
1Poi il Signore mi disse,
Avvegnache Moise, e Sa-
muel, si presentassero davanti alla mia faccia, l'anima
mia non sarebbe però inverso questo popolo: mandagli
fuori della mia presenza, ed escansene fuori.
2Che se pur ti dicono, Dove usciremo? dì loro, Così
ha detto il Signore,
Chi è condannato alla mortalità,
esca alla mortalità: chi alla spada, esca alla spada: chi al-
la fame, esca alla fame: chi alla cattività, esca alla catti-
vità.
3Ed io costituirò sopra loro quattro generationi; dice
il Signore: la spada, per uccidere: i cani, per istrascinare:
gli uccelli del cielo, e le bestie della terra, per divorare, e
per distruggere.
4E
farò che saranno agitati per tutti i regni della ter-
ra: per cagion
di Manasse, figliuolo d'Ezechia, rè di Iu-
da; per quello ch'egli ha fatto in Ierusalem.
5Percioche, o Ierusalem, chi havrebbe pietà di te?
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