La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Metadati » Metadati » Commentarius in primum Iohannis caput » Bibbia Diodati (1641) - p. 1878


Fra un gran numero di Cantici spirituali, che compose Sa-
lomone, questo fu da lui, o dalla Chiesa dopo lui, intitola-
to per eccellenza, Cantico de’ Cantici: come il paragone
fra tutti gli altri. Là onde etiandio i Iudei antichi, compa-
rando i tre sacri Libri che portano il nome di Salomone,
alle tre parti del Tempio da lui fabbricato; hanno detto,
che i Proverbi haveano rispondenza al Cortile, l’Ecclesia-
ste al Luogo Santo, e questo Cantico al Luogo Santissimo.
Per accennare ch’egli è il tesoro de’ più sacri e sublimi mi-
steri della Sacra Scrittura. Percioche in vero il suggetto
d’esso è, non tanto dello stato ordinario de’ fedeli, né del-
le comuni attioni della lor fede, e pietà; né de’ beneficii
volgari di Dio inverso loro: quanto delle primitie delle
virtù del secolo a venire, dell’intime infusioni della gratia
di Dio ne’ lor cuori e delle ineffabili consolationi del suo
Spirito, con dell’elevationi d’anima, e di mente; e degli ef-
fetti di fede ne’ suoi maggiori sforzi: e de’ ratti d’amor di-
vino, purgato di tutti i pensieri, ed affetti mondani. Tutte
queste cose sono rappresentate in questo Libro da Salomo-
ne, introducendo, per ispirito profetico, Christo, morto, e
risuscitato, e salito in cielo, dopo haver contratto patto di
matrimonio spirituale con la sua Chiesa, ed ogni anima fe-
dele, venendo, di tempo in tempo, mentre ella è anchora
nel mondo, nell’aspettatione del compimento di questo
matrimonio nel cielo, a visitarla, con nuove sicurtà del suo
amore, e godimenti della sua presenza: e per eccitationi
interiori a rendergli tutti gli ufficii d’amore, fede, perseve-
ranza, ed invocatione: e principalmente, a seguitarlo di
cuore nel cielo, dove egli risiede in gloria e dove nel suo


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