
Iudei, facendo loro portar la pena etiandio della malva-
gità di quelli che l'haveano messo in fuga. E per cio co-
mandò al
carrettiere di cacciar senza posa per fornir
presto il viaggio: strignendolo già il giudicio dal cielo:
percioche egli havea detto superbamente così, Quando
io sarò giunto in Ierusalem, ne farò un cimitero di Iudei.
5Ma l'onnipotente Signore, l'Iddio d'Israel, lo per-
cosse d'una piaga
incurabile, ed invisibile. E, subito
ch'egli hebbe finito di proferire quelle parole, fu colto
d'un insanabil dolor d'intestine, e di tormenti acerbissi-
mi d'interiora.
6Del tutto giustamente: come quel c'havea tormenta-
te le interiora degli altri con molte estreme calamità.
7Ma egli non per tanto si rimaneva della sua ferocità,
ed era anchora pieno di superbia, sbuffando ne' suoi furo-
ri fuoco e fiamma
contr'a Iudei, e comandando del conti-
nuo d'affrettare il
viaggio. Ma avvenne che, per la rattezza
del corso, egli cadde giù dal carro: e che, per la grave ca-
duta, furono fiaccate
tutte le membra del suo corpo.
8E così egli, che poco innanzi presumeva, per la sua
vanagloria sopra ogni pensier humano, comandare
all'onde del mare, e pesar l'altezze de' monti con la sta-
dera; essendo stato
abbattuto in terra, era portato sopra
una sedia, mostrando a tutti la manifesta ira di Dio.
9Tal che dal corpo dell'empio pullulavano vermini;
e, vivente lui anchora in dolori, e tormenti, le sue carni
cadevano per pezzi; e la marcia era grave a tutto l'eserci-
to, per la gran puzza
che di lui veniva.
10E, per l'intolerabil noia della puzza, niuno poteva
portar colui che poco innanzi presumeva di dover toc-
car le stelle
celesti.
11D'allhora adunque, essendo ferito, cominciò a ri-
manersi della sua molta superbia: ed a venire a ricono-
scenza,
per lo flagello di Dio; essendo di momento in
momento vie più aggravato di dolori.
12E, non potendo egli stesso sofferir la sua puzza, disse
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