La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Occorrenze immagine » Bibbia Diodati (1641) - p. 4072


25Non sieno anch'essi soddotti per me, per lo mio
infignimento, per un poco, anzi per un momento di vita:
tal ch'io acquisti abbominatione, e macchia alla mia vec-
chiezza.
26Percioche, avvegnache al presente io fossi liberato
dal supplicio degli huomini; non però potrei scampare,
né morto, né vivo, dalle mani dell'Onnipotente.
27Per cio, passando hora coraggiosamente di questa
vita, mi mostrerò degno della mia vecchiezza.
28Ed havrò lasciato un nobile esempio a' giovani, di
morir francamente, e generosamente, per le venerande e
sante leggi. E, dopo ch'egli hebbe dette queste cose,
venne prestamente al luogo del supplicio.
29Havendo quelli che lo menavano al supplicio mu-
tata la benivoglienza, che gli haveano mostrata, in mala-
voglienza, per le predette parole: secondo ch'essi stima-
vano cio essere un furore.
30Hor, essendo in sul punto di morire delle battitu-
re, gittò un gran sospiro: e disse, Il Signore, che ha la
santa conoscenza, sa che, potendo io esser liberato dalla
morte, soffero duri tormenti, quant'è al corpo, per le
battitture: ma, quant'è all'anima, patisco allegramente
queste cose, per lo suo timore.
31Costui adunque passò di questa vita in questa ma-
niera, lasciando la sua morte per esemplo di generosità,
e per ricordanza di virtù; non solo a' giovani, ma ancho-
ra alla maggior parte del popolo.

Capitolo VII

1Hor avvenne che sette fratelli anchora, con la lor ma-
dre, furono presi, ed erano costretti dal rè a mangiar carni
illecite di porco, essendo martoriati con isferze, e nervi.
2Ma un di loro, parlando il primo, disse così, Di che
vuoi tu fare inquisitione, e che vuoi saper da noi? conciò


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