La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Occorrenze immagine » Occorrenze immagine » Bibbia Diodati (1641) - p. 3940



Capitolo III

3Il gran rè Artaserse scrive queste cose a' Governato-
ri delle cenventisette provincie, dall'India fino in Etio-
pia; ed a' principi, suoi vasalli.
3Signoreggiando io molte nationi, e tenendo tutto'l
mondo sotto'l mio imperio; io ho disiderato, non d'in-
nalzarmi per la fidanza della mia assoluta podestà: anzi,
di governar sempre con ogni maggiore equità, e beni-
gnità i miei suggetti, e far che menino la vita loro in tran-
quillità del continuo: sì che'l mio regno essendo quieto,
e'l commercio libero, e sicuro, io potessi per tutto, fino
all'estremità d'esso, stabilir dinuovo la pace disiderata
da tutti gli huomini.
3Hor, domandando io a' miei consiglieri, come cio si
potrebbe condurre a fine, Aman, che sempre s'è portato
saviamente appresso di noi, ed ha date di certe prove di
buona affettione immutabile, e di ferma fede; ilquale an-
chora ha ottenuta la seconda dignità nel regno:
3Ci ha avvisati che, fra tutte le nationi del mondo, è
mescolato un certo popolo male affettionato, contrario
in leggi ad ogni natione, che rigitta del continuo gli sta-
tuti delli rè: in maniera che l'unione dell'imperio, da noi
così lodevolmente addirizzata, non puo essere stabilita.
3Havendo adunque inteso che questa natione sola è
sempre contraria a tutti gli huomini: e che osserva una
maniera di leggi strane, differenti da quelle di tutti gli al-
tri; ed è male affettionata a' fatti nostri, e commette pes-
simi mali; accioche il nostro regno non goda di quiete.
3Habbiamo ordinato, che tutti quelli che vi saranno
significati per le lettere d'Aman, Soprantendente de' no-
stri affari, e seconda nostra persona: tutti, dico, con le
mogli, e co' figliuoli, sieno interamente distrutti con le
spade de' nimici, senza alcuna misericordia, o mercè: nel
quartodecimo giorno del duodecimo mese, cioè, d'Adar,
dell'anno presente.


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