
17E, se pur tu te n'accosti, guardati di far fallo: ch'egli
non ti tolga la vita.
18Sappi che tu passi per mezzo di lacci, e camini so-
pra i merli d'una città.
19A tuo potere fa conghiettura de' tuoi prossimi, e
consigliati co' savi.
20Sieno i tuoi ragionamenti con gl'intendenti, ed
ogni tuo parlare sia della Legge dell'Altissimo.
21Mangino i giusti alla tua tavola, e la tua gloria sia
nel timor del Signore.
22Il lavoro è laudato per la man degli artefici, e'l sa-
vio conduttor del dopolo è laudato per lo suo parlare.
23Un huomo linguacciuto è da temere nella sua città:
e l'huomo precipitoso nel suo parlare sarà odiato.
Capitolo X
1Il savio rettore corregge il suo popolo, e la signoria
dell'huomo intendente è ben regolata.
2Quale è il rettor d'un popolo, tali anchora sono i
suoi ministri: e quale è il signor d'una città, tali sono tut-
ti gli habitanti
d'essa.
3Un rè senza ammaestramento distrugge il suo popo-
lo: ma la città è habitata per la prudenza di quelli che so-
no in
autorità.
4I principati della terra sono in man del Signore,
ed
egli innalza a tempo opportuno sopra essa l'huomo che
le puo essere utile.
5La prosperità dell'huomo è in man del Signore,
ed
egli metterà la sua gloria in su la persona del letterato.
6Non serbare alcun odio contr'al tuo prossimo per
alcun torto: e non far nulla per via di violenza.
7La superbia è odiosa nel cospetto di Dio, e degli
huomini: e per amendue quelle cose nascono degli ec-
cessi d'iniquità.
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