La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Occorrenze immagine » Bibbia Diodati (1641) - p. 3816


18Molti sono eccelsi, ed illustri: ma i misteri son rive-
lati a' mansueti.
19Conciò sia cosa che grande sia la potenza del Si-
gnore, e ch'ella sia glorificata dagli humili.
20Non cercar le cose che son troppo alte per te, e
non investigar le cose che son troppo forti per te.
21Pensa santamente alle cose che ti sono state coman-
date: percioche tu non hai da fare delle cose occulte.
22Non esser curioso nelle cose che non sono neces-
sarie alla tua vocatione: percioche più cose ti sono state
mostrate, che l'intendimento dell'huomo non puo com-
prendere.
23Imperoche la vana opinion di molti gli ha soddotti,
e la mala presuntione ha sovvertite le lor menti.
24Non havendo pupilla nell'occhio, tu sarai privo di
luce. Hor, se tu sei senza scienza, non publicarlo.
25Il cuore indurato sofferirà alla fine di gran mali; e
chi ama il pericolo caderà in esso.
26Il cuore indurato sarà soprafatto di travagli, e'l
peccatore accumulerà peccato sopra peccato.
27E' non v'è alcun rimedio alla calamità del superbo:
percioche la pianta di malvagità s'è radicata in lui.
28Il cuor dell'huomo intendente medita ragiona-
menti sententiosi: e'l disiderio del savio è l'orecchio
dell'ascoltatore.
29L'acqua spegne il fuoco ardente, e la limosina pur-
ga i peccati.
30E colui che rende la retributione de' beneficii se ne
ricorderà nel tempo avvenire: ed al tempo della caduta il
limosiniero troverà un fermo sostegno.

Capitolo IV

1Figliuolo, non fraudar la vita del povero delle sue
necessità, e non tener lungamente sospesi gli occhi de'
bisognosi.


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