La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Valdés, Juan de Cento e dieci divine considerazioni - p. 97


ga mai di sé né con l'effetto ponendo in ese-
cuzione la sua volontà né col pensiero dicendo:
questo mi staria bene se non ha qualche in-
dicio della volontà di Dio, di maniera che
quando venendoli in fastidio lo stato nel qual
si trova il luogo e la maniera di viver li verrà
pensiero di dire: la tale o la tal cosa mi staria
bene, dica subito: ma che so io se staria ben
questo, Dio è quello che sa ciò che è buono,
e poiché egli il fa, a lui mi rimetto che mi pona
in esso e frattanto voglio creder che quello che
meglio mi sta è lo starmi in quello che io sto.
Con questa risoluzione condanna l'uomo il giu-
dicio della prudenza e della ragione umana, e
renoncia al suo lume naturale ed entra nel re-
gno di Dio rimettendosi al reggimento e al
governo di Dio. Appresso intendo, che quan-
tunque ad alcuni santi degli vecchi ed altri
delli novi ha manifestato Dio la sua volontà
come sarìa a dir con parole; il comune linguag-
gio co'l quale Dio parla alli pii è il ponerli
nella volontà quello che facciano, e poi neces-
sitarli a farlo o facilitarli la esecuzione di esso,
di maniera che quando una persona pia si sent-


pagina successiva »