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Il Sommario della Santa Scrittura - p. 142
Cap. XXI
De' claustri delle sorelle et de la loro vita
El gli è anchora molti monasterii delle sorelle, la vita delle
quali pare che sia più secondo lo Evangelio, perché lavorare di
sue proprie mani et adiutare l'uno l'altro per charità è una vita
christiana. Et Santo Paulo si glorifica nelle sue Epistole che ha
guadagnato le sue spese per il lavorare delle sue mani et ne ad-
monisce tutti di così fare, dicendo: «
Noi non habbiamo mai
mangiato el nostro pane per niente et senza haverlo guadagna-
to
».
Et in questo vale meglio la vita delle sorelle che
quella delle monache oziose, perché le sorelle sono sempre solli-
cite ne' loro lavori come in filare, tessere, lavare et altre simile
occupationi. Così doverebbe fare ogni persona, perché essere
ozioso et valere assai è impossibile et, come dice Santo Hiero-
nymo:
«
Niente è peggiore in uno buono proposito che otiosi-
tà
», et pertanto non volevano in Egytto ricevere
nessuno
monaco se non era disposto di guadagnare le sue spese lavoran-
do. Et Santo Agostino tiene per heretici quelli che dicono che
uno religioso non debbe lavorare.
Ma perché sono ai nostri tempi i religiosi così corrotti et dis-
soluti? Forse perché sono diventati troppo ricchi et perché non
vogliono lavorare. Pertanto, per essere troppo otiosi et sua-
vemente et delicatamente mangiare et havere tutti loro agi et re-
stare anchora in bontà è cosa impossibile. Per il che, quando i
monaci saranno poveri et li monasterii impoveriti, i monaci co-
minceranno a lavorare di loro mani et diventeranno migliori,
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