
detto qualche cosa, d'alcun' particolare, e biasmato qualche Theo-
logo, Luterano, o d'altri heretici, ma de Theologi Catolici n'ho fatto
sempre stima, et in particolare S. Tomasso, le cui opere l'ho sempre
tenute appresso di me.
Contra Sanctorum invocationem
136.Frater Celestinus Capuccinus concarceratus Iordani
Vene-
tiis detulit Iordanum dixisse, che il raccomandarsi a i Santi è cosa
redicolosa, e non da farsi; allegat contestes fratrem Iulium de Salo,
Franciscum Vaiam, Mattheum de Orio concarceratos.
137.Idem repetitus dicit: Quando vedeva che alcuno faceva
oratione in prigione, e diceva le litanie, lui entrava in proposito di
parlare dell'invocatione de santi, e diceva ch'era cosa vana, e ridi-
cola, raccomandarsi a loro, et invocarli, perchè non potevano dare
alcun'aiuto.
138.Frater Iulius dicit non recordari.
139.Franciscus Gratianus concarceratus Venetiis dicit.
Ragio-
nando lui con Fra Serafino dell'Acqua Sparta de i Frati gli disse,
ch'era una baia a raccomandarsi a i Santi, perchè loro non potevano
intercedere per noi.
140.Idem repetitus. Quando vedeva ch'alcuno di noi altri fa-
ceva oratione, e dicevamo le litanie si burlava dicendo ch'era cosa
ridicola il raccomandarsi a Santi, et invocarli, perchè non occorreva
haver risguardo, se non a Dio solo.
141.Mattheus de Silvestris concarceratus. Intorno alla
inter-
cessione de Santi non poteva haver patientia, e non la poteva sen-
tire, dicendo, ch'era cosa ridiculosa.
pagina successiva »