
23Taglieranno il suo bosco, dice il Signore, il cui
conto non poteva rinvenirsi: percioche essi saranno in
maggior numero che locuste, anzi saranno innumerabili.
24La figliuola d'Egitto è svergognata, è data in man
del popolo di Settentrione.
25Il Signor degli eserciti, l'Iddio d'Israel, ha detto,
Ecco, io fo punitione della moltitudine di No, e di Fa-
raone, e dell'Egitto, e
de' suoi dii, e de' suoi rè: di Fa-
raone, e di quelli che si confidano in lui.
26E gli darò in man di quelli che cercano l'anima lo-
ro, ed in man di Nebucadresar, rè di Babilonia, ed in
man de' suoi servidori: ma, dopo questo, l'Egitto sarà
habitato, come a' dì di prima: dice il Signore.
27E tu,
o Iacob, mio servidore, non temere: e tu, o
Israel, non ispaventarti: percioche, ecco, io ti salverò di
lontan paese, e la tua progenie dal paese della sua catti-
vità: e Iacob se ne ritornerà, e sarà in riposo, ed in tran-
quillità, e non vi sarà alcuno che lo spaventi.
28Tu, Iacob, mio servidore, non temere: dice il Si-
gnore: percioche io sono teco: percioche ben farò una
finale esecutione sopra le genti, dove t'havrò scacciato:
ma sopra te non farò una finale esecutione: anzi ti ga-
stigherò moderatamente: ma pur non ti lascerò del tut-
to impunito.
Capitolo XLVII
Ieremia profetizza la distruttione de' Filistei, per li Caldei.
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