La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Augustinus, Aurelius » Ab Urbe condita » Bibbia Diodati (1641) - p. 2193


suaso, e vinto: i tuoi piedi sono stati fitti nel fango, ed es-
si si son tratti addietro. icona nota
23Così saranno menate tutte le tue mogli, ed i tuoi fi-
gliuoli, a' Caldei: e tu stesso non iscamperai dalle lor
mani: anzi sarai preso, e dato in man del rè di Babilonia:
e farai che questa casa sarà arsa col fuoco.
24E Sedechia disse a Ieremia, Niuno sappia di queste
parole, e tu non morrai.
25E, se pure i principi, havendo udito ch'io ho parla-
to teco, vengono a te, e ti dicono, Deh, dichiaraci quel
che tu hai detto al rè, non celarcelo, e noi non ti faremo
morire: e che t'ha detto il rè?
26Dì loro,icona concordanze Io ho supplicato humilmente al rè, che
non mi facesse ritornar nella casa di Ionatan, per morir
quivi.
27Tutti i principi adunque vennero a Ieremia, e lo
domandarono: ed egli rispose loro secondo tutte le pa-
role che'l rè gli havea comandate. Ed essi lo lasciarono
in pace: percioche la cosa non fu divolgata.
28E Ieremia dimorò nella corte della prigione, infino
al giorno che Ierusalem fu presa: ed egli v'era allhora
che Ierusalem fu presa.

Capitolo XXXIX


Ieremia racconta come Ierusalem fu presa, ed arsa da' Caldei:
e'l rè Sedechia, dopo haver veduti scannare i suoi figliuoli, ed i
nobili di Iuda, fu abbacinato, e tratto in cattività, col rimanente
del popolo, da alcuni pochi miseri infuori, lasciati nel paese sot-
to Ghedalia: 11 e, come egli stesso fu trattato amichevolmente
da' Caldei: 15 e rappresenta la promessa fatta ad Ebed–melec,
innanzi che queste cose avvenissero.



pagina successiva »