
sue macchie? potreste altresì voi, assuefatti a far male,
far belle?
24Io dunque gli dispergerò come stoppia, che è tra-
portata via al soffiar del vento del diserto.
25Quest'è la tua sorte, la parte delle tue misure, da
parte mia: dice il Signore: percioche tu m'hai dimentica-
to, e ti sei confidata in menzogna.
26Là onde io altresì
ti rimboccherò i tuoi lembi in sul
viso, e'l tuo vituperio apparirà.
27I tuoi adulterii, e'l tuo ringhiare, e l'infamia del tuo
puttaneggiare è stata
sopra i colli, per li campi: io ho ve-
dute le tue abbominationi. Guai a te, Ierusalem: non ti
netterai tu mai? dopo quando anchora?
Capitolo XIV
Ieremia predice una grave secchezza, e carestia, 7 e prega Iddio per
lo popolo: 10 ma il Signore, rappresentata l'estrema malvagità
d'esso, divieta al profeta di fare oration per lui: 13 Ieremia rivolge
la colpa de' peccati del popolo sopra i falsi profeti: e'l Signore con-
danna, e minaccia ed i profeti, e'l popolo: 17 con tutto cio il profeta
non lascia di rammaricarsi dolorosamente, e di pregare anchora il
Signore per la sua Chiesa.
1La parola del Signore, che fu indirizzata a Ieremia
intorno al fatto della secchezza.
2La Iudea fa cordoglio, e le sue porte languiscono:
giacciono per terra in habito lugubre: il grido di Ierusa-
lem è salito.
3Ed i più honorati d'infra loro hanno mandata per
dell'acqua la lor picciola gente: ed essa, venuta alle fos-
se, non ha trovata acqua alcuna: se ne son tornati co' va-
si voti, hanno havuta vergogna, e sono stati confusi, ed
hanno coperto il capo loro.
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