
strema miseria: ma pur sempre sostenuta da Dio, e solleva-
ta da qualche residuo di sante anime. Ed in fine, come l'av-
venimento verificò le sue profetie, quando i Caldei, dopo
havere a diverse riprese corso, ed innondato il paese, muta-
ti rè, soggiogato lo stato, e tratto parte del popolo in catti-
vità; eseguirono la final sentenza, per la presa, sacco, ed in-
cendio di Ierusalem, distruttione del Tempio, morte della
progenie reale, e di tutti gli huomini di comando, e traspor-
tamento del rè, e di tutto'l rimanente del popolo in doloro-
sa servitù in Babilonia. Tutto cio avvenuto davanti agli oc-
chi del profeta, conservato per singolar miracolo. Descrive
oltr'a cio, come, per tutti questi accidenti, il cuore di quella
perversa natione non fu punto humiliato. Percioche, essen-
do alcun picciol rimanente restato nel paese, sotto'l gover-
no di Ghedalia, stabilito dal rè di Babilonia; alcuni scelle-
rati si congiurarono contr'ad esso Ghedalia e l'uccisero: là
onde il popolo, nonostante tutti i divieti di Ieremia, si ri-
trasse in Egitto, strascinandovi anche seco il profeta. E qui-
vi perseverando nella sua forsennata idolatria, e nelle sue
ribellioni, udì da lui nuove minacce della sua ultima perdi-
tione: onde egli fu mosso a tanto furore, che crudelmente
l'ammazzò, come l'ha creduto, e per traditione lasciato
l'antichità.
Capitolo I
Ieremia dichiara quando, e come fu chiamato dal Signore all'uffi-
cio di profeta; 6 e come egli se ne scusò, 7 ma fu da Dio stesso
rassicurato: 11 e per due visioni intese il suggetto principale delle
sue profetie: che era, d'annuntiare i giudicii di Dio sopra'l popolo
per li Caldei: 17 con comandamento di disporsi, con fedeltà, e
franchezza, all'esecutione della sua vocatione.
1Le parole di Ieremia, figliuolo d'Hilchia, d'infra i
sacerdoti, che dimoravano in Anatot, nella contrada di
Beniamin.
pagina successiva »