
12Venite, dicono, io recherò del vino, e noi c’ineb-
brieremo di cervogia: e’l giorno di domane sarà come
questo, anzi vie più grande.
Capitolo LVII
Il Signore riprende aspramente lo stupor del popolo in non por
mente a’ presagi de’ suoi prossimi giudicii, 3 le sue empietà, e beffe,
5 le sue horribili idolatrie, 9 e le sue profane pratiche con popoli, e
rè idolatri: 12 onde gli annuntia i suoi giudicii: 14 promettendo la
sua gratia a’ suoi fedeli, e ristabilimento alla sua Chiesa, 17 non
ostante la sua ingratitudine, e ribellione passata.
1Il giusto muore, e non v’è alcuno che vi ponga men-
te: e gli huomini da bene son raccolti, senza ch’alcuno
consideri che’l giusto è raccolto d’innanzi al male.
2Chi camina nella sua dirittura se n’andrà in pace, si
riposeranno sopra i lor letti.
3Ma voi, figliuoli dell’incantatrice, progenie adultera,
che non fai altro che fornicare, accostatevi qua.
4Sopra cui vi sollazzate voi? sopra cui allargate la
bocca, ed allungate la lingua? non siete voi figliuoli di
misfatto, progenie di falsità?
5Voi, che vi riscaldate dietro alle querce, sott’ogni al-
bero verdeggiante: che
scannate i figliuoli nelle valli,
sotto alle caverne delle rocce.
6La tua parte è nelle pietre pulite de’ torrenti: quelle,
quelle son la tua sorte: a quelle etiandio hai sparse offer-
te da spandere, e presentate oblationi: con tutte queste
cose potrei io esser rappacificato?
7Tu
hai posto il tuo letto sopra i monti alti, ed ele-
vati: e sei etiandio salita là, per sacrificar sacrificii.
pagina successiva »