
Capitolo XLVI
Il Signore predice la caduta, e la presa degl’idoli di Babilonia: 3 e,
col dichiarare al suo popolo, come d’ogni tempo egli havea havuta
una cura paterna di lui, 5 lo stoglie dall’idolatria, la cui insensata
vanità egli trafigge: 8 e, per le sue opere antiche, e nuove; e, per le
sue predittioni veracissime, conferma ch’egli è il solo vero Iddio.
1Bel è andato giù, Nebo è caduto boccone: i loro
idoli sono stati posti sopra bestie, e sopra giumenti: i vo-
stri somieri sono stati caricati d’una soma, fino a stan-
chezza.
2Essi son caduti boccone, e sono andati giù tutti
quanti: non hanno potuto salvar quella soma: e le lor
persone stesse sono andate in cattività.
3Ascoltatemi, o casa di Iacob: e voi, tutto’l rimanente
della casa d’Israel: de’quali io mi son caricato fin dal
ventre, e gli ho portati fin dalla matrice.
4Ed anche infino alla vostra vecchiezza sarò lo stesso:
e vi porterò fino alla vostra canutezza: io v’ho fatti, ed al-
tresì vi porterò: io stesso mi caricherò di voi, e vi salverò.
5
A cui m’assomigliereste? ed a cui m’agguagliere-
ste? a cui mi pareggereste, per essere par suo?
6
Coloro c’hanno tratto dell’oro di borsa, ed hanno
pesato dell’argento alla stadera: c’hanno prezzolato un
orafo, ilquale ne ha fatto un dio: poi gli s’inchinano, ed
anche l’adorano.
7
Lo levano in ispalla, lo portano: poi lo posano nel
suo luogo, ove egli stà fermo, senza muoversi: benche
gridino a lui, non però risponde, e non gli salva dalla lor
distretta.
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