
Capitolo XLV
Il Signore predice l’appello di Ciro, rè di Persia, per liberator del
suo popolo dalla cattività di Babilonia: 8 poi promette alla sua
Chiesa la salute eterna per Christo: 12 e conferma le sue promes-
se per la sua onnipotenza, e verità, per lequali egli distruggerebbe
ogni idolatria: 22 e, per la conversione di tutti i popoli, sarebbe
riconosciuto, servito, ed adorato, nell’universo.
1Così ha detto il Signore a Ciro, suo Unto, e’lquale io
ho preso, dice egli, per la man destra, per atterrar davan-
ti a lui le genti, e sciogliere i lombi delli rè: per aprir gli
usci dinanzi a lui, e far che le porte non gli sieno serrate.
2Io andrò dinanzi a te, e dirizzerò le vie distorte: io
romperò le porte di rame, e spezzerò le sbarre di ferro.
3E ti darò i tesori riposti in luoghi tenebrosi, e le cose
nascoste in luoghi segreti: accioche tu conosca ch’io so-
no il Signore, l’Iddio d’Israel, che t’ho chiamato per lo
tuo nome.
4Per amor di Iacob, mio servidore; e d’Israel, mio
eletto: anzi t’ho chiamato per lo tuo nome, e t’ho sopra-
nominato, benche tu non mi conoscessi.
5
Io sono il Signore, e non ve n’è alcun altro: non v’è
dio alcuno fuor che me: io t’ho cinto, benche tu non mi
conoscessi.
6Accioche si conosca dal sol levante, e dal ponente,
che non v’è alcun dio fuor che me. Io sono il Signore, e
non ve n’è alcun altro.
7Che formo la luce, e creo le tenebre: che fo la pa-
ce, e
creo il male. Io sono il Signore, che fo tutte que-
ste cose.
8Cieli, gocciolate da alto, e stillino le nuvole la giusti-
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