
14Così ha detto il rè, Ezechia non v’inganni: percio-
che egli non potrà liberarvi.
15E non facciavi Ezechia confidar nel Signore: di-
cendo, Il Signore per certo ci libererà: questa città non
sarà data nelle mani del rè d’Assiria.
16Non ascoltate Ezechia: percioche così ha detto il
rè d’Assiria, Fate pace meco, ed uscite a me: e ciascun di
voi mangi della sua vite, e del suo fico; e bea dell’acqua
della sua cisterna.
17Fin ch’io venga, e vi meni in un paese simile al vo-
stro: in un paese di frumento, e di mosto; in un paese di
pane, e di vigne.
18Guardatevi ch’Ezechia non vi sodduca: dicendo, Il
Signore ci libererà. Ha alcuno degl’iddii delle genti po-
tuto liberare il suo paese dalla mano del rè d’Assiria?
19Dove son gl’iddii d’Hamat, e d’Arpad? dove gl’id-
dii di Sefarvaim? ed hanno pure essi liberata Samaria di
man mia?
20Quali son que’ dii, fra tutti gl’iddii di que’ paesi,
c’habbiano liberato il lor paese di man mia; che’l Signo-
re habbia da liberare Ierusalem di man mia?
21Ed il popolo tacque, e non gli rispose nulla: percio-
che tale era il comandamento del rè, Non gli rispondete
nulla.
22Ed Eliachim, figliuolo d’Hilchia, Mastro del palaz-
zo; e Sebna, Segretario; e Ioa, figliuolo d’Asaf, Cancel-
liere, vennero ad Ezechia, con le veste stracciate, e gli
rapportarono le parole di Rabsache.
Capitolo XXXVII
Ezechia, trafitto dalle minacce di Rabsache, manda al profeta
Isaia: 6 ilquale gli promette liberatione dal Signore: 9 poi Senna-
cherib, inteso che’l rè d’Etiopia veniva contr’a lui, manda lettere
d’atroci bestemmie ad Ezechia, 14 ilquale le spiega nel cospetto
del Signore, con ardenti preghiere: 21 ed Isaia gli risponde, a no-
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