La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Biblia, 1Io » Bibbia Diodati (1641) - p. 1861



Capitolo VI


Salomone prosegue ad insegnare che’l contentamento dello spiri-
to, e’l dolce godimento de’ beni del mondo, è un puro dono di
Dio: poi che né i beni possono donar quello all’huomo, 7 né
l’huomo a se stesso, per la sua insatiabile cupidigia, 12 e per la
sua ignoranza.


1V’è un male, ch’io ho veduto sotto’l sole, ed è fre-
quente fra gli huomini,
2Cioè, che v’è tal huomo, a cui Iddio ha date ricchez-
ze, e facultà, e gloria: talche nulla manca all’anima sua,
di tutto cio ch’egli puo disiderare: e pure Iddio non gli
dà il potere di mangiarne: anzi uno strano le mangia.
Questo è vanità, ed una mala doglia.
3Avvegnache alcuno generi cento figliuoli, e viva molti
anni; talche il tempo della sua vita sia grande; se l’anima
sua non è satiata di bene, e se non ha pur sepoltura; io dico
cheicona concordanze la conditione d’un abortivo è migliore che la sua. icona nota
4Percioche quell’abortivo è venuto in vano, e se ne va
nelle tenebre, e’l suo nome è coperto di tenebre. icona nota
5Ed avvegnache non habbia veduto il sole, né havuto
alcun conoscimento, pure ha più riposo che quell’altro.
6Ilquale, benche egli vivesse dumila anni, se non go-
de del bene, che vantaggio n’ha egli? non vanno essi tutti
in un medesimo luogo?
7Tutta la fatica dell’huomoicona concordanze è per la sua bocca; e pur
l’anima sua non è giammai satia.
8Percioche, qual vantaggio ha il savio sopra lo stolto?


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