La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Gregorius Magnus » Bibbia Diodati (1641) - p. 1770


I Savi antichi, in ogni natione, usarono d’insegnare i pre-
cetti di sapienza, e di virtù, per brevi sentenze, ed apofteg-
mi: conceputi talvolta in termini chiari, e propi: talvolta al-
tresì, in oscuri, figurati, ed enimmatici: per imprimergli più
agevolmente, e più altamente nella mente, e memoria degli
huomini: e mettergli, a guisa di proverbi, nell’uso comune.
Lo stesso fu etiandio osservato fra gl’Israeliti: e forse da lo-
ro quell’uso passò all’altre nationi. Fra gli altri Savi, men-
tovati nella Scrittura, Salomone fu spetialmente dotato in
questo dono, e fu inspirato da Dio a pronuntiare un gran
numero di simili sentenze: come cio è narrato 1.rè 4.32.
dellequali, in parte ridotte in un volume da lui stesso, in
parte anchora raccolte, per comandamento del rè Ezechia,
dagli altri libri di Salomone, è stato compilato questo Som-
mario, con l’aggiunta de’ detti d’alcuni altri Savi, in su la fi-
ne. Hor questo Libro ha due parti: la prima, compresa ne’
nove primi capitoli, tien luogo di prefatione generale: la se-
conda, in tutti i capitoli seguenti, contiene il corpo di dette
sentenze. In quella, il Savio introduce la Sapienza celeste,
ammonendo, esortando, e sgridando gli huomini, sviati
dietro a’ vitii, e disordini del mondo, e soddotti per mali
esempli, ed allettamenti: ed in questa maniera precipitati
nel pericolo d’eterna dannatione: e richiamandogli alla co-
noscenza, studio, amore, ed esercitio della vera sapienza
spirituale, che è posta nella viva scienza della verità, e della
volontà di Dio: dellaquale egli esalta la sovrana dignità, au-
torità, e pregio: e ne dimostra il salutare uso per la vita pre-
sente, e per l’eterna. Nell’altra parte, per un gran numero
di brevi sentenze, e motti morali, egli dà a’ fedeli degli am-


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