
3O Signore, puoni
guardia alla mia bocca: guarda
l’uscio delle mie labbra.
4Non lasciar che’l mio cuore s’inchini a cosa alcuna
malvagia, per darmi a commettere opere empie, con gli
huomini operatori d’iniquità: e fa ch’io non mangi delle
lor delitie.
5Pestimi pure
il giusto, cio mi sarà benignità: e ri-
prendami, cio mi sarà olio eccellente, ilqual non mi fiac-
cherà il capo: anzi più ch’egli lo farà, più pregherò per
loro nelle loro avversità.
6I rettori di costoro furono abbandonati dentro alla
roccia, e pure udirono le mie parole, ch’erano piacevoli.
7Le nostre ossa sono sparse in su la bocca del sepol-
cro, come quando altri spezza, e schianta legne per terra.
8Percioche, o Signore Iddio, gli occhi miei sono in-
tenti a te, ed io spero in te, non privar di riparo l’anima
mia.
9Guardami
dal laccio che m’è stato teso, dalle trap-
pole degli operatori d’iniquità.
10Caggiano gli empi nelle lor reti tutti quanti, men-
tre io passerò oltre.
Salmo CXLII
Salmo d’oratione: nelquale David, ridotto in grandissimo perico-
lo, prega caldamente il Signore, 5 che, poi che gli mancano tutti i
mezzi humani, 6 l’aiuti e lo salvi, secondo la sua fede in lui, 8 a
gloria sua, ed a consolation de’ fedeli.
1
Maschil di David: oratione ch’egli fece,
quando
era nella Spilonca.
2Io grido con la mia voce al Signore, io supplico al
Signore con la mia voce.
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