La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Metadati » Bibbia Diodati (1641) - p. 1642


2Riscuotimi, e liberami, pe la tua giustitia: inchina a
me il tuo orecchio, e salvami.
3Siimi una rocca di dimora, nellaquale io entri sem-
pre: tu hai ordinata la mia salute: percioche tu sei la mia
rupe, e la mia fortezza.
4O Dio mio, liberami dalla man dell’empio; dalla
man del perverso, e del violento.
5Percioche tu sei la mia speranza, o Signore Iddio: la
mia confidanza fin dalla mia fanciullezza.
6icona concordanze Tu sei stato il mio sostegno fin dal ventre di mia
madre: tu sei quel che m’hai tratto fuor dell’interiora
d’essa: per te ho havuto del continuo di che lodarti.
7icona concordanze Io sono stato a molti come un mostro: ma tu sei il
mio forte ricetto.
8Sia la mia bocca ripiena della tua laude, e della tua
gloria tuttodì.
9Non rigittarmi al tempo della vecchiezza: hora, che
le forze mi mancano, non abbandonarmi.
10Percioche i miei nimici tengono ragionamenti con-
tr’a me, e quelli che spiano l’anima mia prendono insie-
me consiglio.
11Dicendo, Iddio l’ha abbandonato: perseguitatelo,
e prendetelo: percioche non v’è alcuno che lo riscuota.
12O Dio, non allontanarti da me: Dio mio, affrettati
in mio aiuto.
13icona concordanze Sieno confusi, e vengano meno gli avversari
dell’anima mia: quelli che procacciano il mio male sieno
coperti d’onta, e di vituperio.
14Ma io spererò del continuo, e sopraggiugnerò an-
chora altre lodi a tutte le tue.
15La mia bocca racconterà tuttodì la tua giustitia, e
la tua salute: bencheicona concordanze io non ne sappia il gran numero. icona nota


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