
12Ed anche non ho rimosso d’innanzi a me il coman-
damento delle sue labbra: io ho riposte appo me le paro-
le della sua bocca, più caramente che la mia provisione
ordinaria.
13Ma,
se egli è in un proponimento, chi ne lo storrà?
se l’anima sua disidera di fare una cosa, egli la farà.
14Egli certo compierà cio ch’egli ha statuito di me: e
molte tali cose sono appo lui.
15Per cio io sono smarrito per cagion di lui: se io ci
penso, io ho spavento di lui.
16Certo Iddio m’ha fatto struggere il cuore, e l’Onni-
potente m’ha conturbato.
17
Perche non sono io stato troncato, per non ve-
der le tenebre? e perche ha egli nascosta l’oscurità d’in-
nanzi a me?
Capitolo XXIV
Iob dichiara che non v’è empietà, né sconvenevolezza, di dire, co-
me egli faceva, che la giustitia di Dio ha i suoi tempi, sconosciuti
agli huomini: 2 poi che molto spesso gli empi, dopo una vita scelle-
rata, passata in sicurtà, e prosperità corporale, 9 muoiono di morte
naturale, e comune.
1Perche non dirassi
che i tempi sono occultati
dall’Onnipotente, e che quelli che lo conoscono, non
veggono i suoi giorni?
2Gli empi
muovono i termini, rapiscono le gregge, e
le pasturano.
3Menano via l’asino degli orfani,
prendono in pe-
gno il bue della vedova.
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