
26Stimate voi che parlare sia convincere? e che i ra-
gionamenti d’un huomo, c’ha perduta ogni speranza,
non sieno altro che vento?
27E pure anchora voi vi gittate addosso all’orfano, e
cercate di far traboccare il vostro amico.
28Hora dunque piacciavi riguardare a me, e se io
mento in vostra presenza.
29Deh,
ravvedetevi, che non vi sia iniquità: da capo,
il dico, ravvedetevi, io son giusto in questo affare.
30Evvi egli iniquità nella mia lingua? il mio palato
non sa egli discerner le cose perverse?
Capitolo VII
Iob ritorna a’ suoi dolorosi lamenti, 7 e prega Iddio che, havendo
riguardo all’infermità della sua natura, ed alla sua prossima ed
irrevocabil morte, gli dia alcuno alleggiamento: 20 chiedendo
perdono, se, nonostante il suo studio all’innocenza della vita,
egli l’ha offeso.
1Non
ha l’huomo un termine della sua militia in su
la terra? e non sono i suoi giorni simili a quelli d’un mer-
cennario?
2Come il servo aspira all’ombra, e’l mercennario
aspetta il premio della sua opera:
3Così mi son stati dati per heredità de’ mesi molesti:
e mi sono state assegnate per parte mia notti penose.
4
Se mi son posto a giacere, dico, Quando mi le-
verò? quando sarà passata la notte? e mi stanco di dime-
narmi fino all’alba.
5La mia carne è rivestita di vermini, e di gromma di
terra: la mia pelle si schianta, e si disfa.
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