La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Metadati » Metadati » Commentarius in primum Iohannis caput » Bibbia Diodati (1641) - p. 1448


26Stimate voi che parlare sia convincere? e che i ra-
gionamenti d’un huomo, c’ha perduta ogni speranza,
non sieno altro che vento?
27E pure anchora voi vi gittate addosso all’orfano, e
cercate di far traboccare il vostro amico. icona nota
28Hora dunque piacciavi riguardare a me, e se io
mento in vostra presenza.
29Deh,icona concordanze ravvedetevi, che non vi sia iniquità: da capo,
il dico, ravvedetevi, io son giusto in questo affare.
30Evvi egli iniquità nella mia lingua? il mio palato
non sa egli discerner le cose perverse? icona nota

Capitolo VII


Iob ritorna a’ suoi dolorosi lamenti, 7 e prega Iddio che, havendo
riguardo all’infermità della sua natura, ed alla sua prossima ed
irrevocabil morte, gli dia alcuno alleggiamento: 20 chiedendo
perdono, se, nonostante il suo studio all’innocenza della vita,
egli l’ha offeso.


1Nonicona concordanze ha l’huomo un termine della sua militia in su
la terra? e non sono i suoi giorni simili a quelli d’un mer-
cennario?
2Come il servo aspira all’ombra, e’l mercennario
aspetta il premio della sua opera:
3Così mi son stati dati per heredità de’ mesi molesti:
e mi sono state assegnate per parte mia notti penose.
4icona concordanze Se mi son posto a giacere, dico, Quando mi le-
verò? quando sarà passata la notte? e mi stanco di dime-
narmi fino all’alba.
5La mia carne è rivestita di vermini, e di gromma di
terra: la mia pelle si schianta, e si disfa.


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