
Capitolo V
Debora, con un Cantico trionfale, ringratia il Signore de' suoi
miracoli, e beneficii passati, 6 e massimamente della nuova vitto-
ria 10 esortando ognuno a fare il simigliante seco: 14 poi loda
coloro ch'erano venuti in aiuto a quella guerra, 16 e biasima
quelli che se n'erano rimasi: 20 ma pur dichiara che la gloria
n'era dovuta a Dio, c'havea combattuto dal cielo: 24 commenda
il fatto di Iael, 28 si fa beffa della vana speranza de' nimici, 31 e
gli maladice tutti.
1Hor in quel giorno Debora, con Barac, figliuolo
d'Abinoam, cantò questo Cantico: dicendo,
2Benedite il Signore: percioche egli ha fatte le ven-
dette in Israel: percioche il popolo vi s'è portato volen-
terosamente.
3Ascoltate, o rè: e voi principi, porgete l'orecchie: io,
io canterò al Signore: io salmeggerò al Signore Iddio
d'Israel.
4O Signore, quando tu uscisti di Seir, quando tu ca-
minasti fuor del tenitorio d'Edom,
la terra tremò, i cie-
li etiandio gocciolarono, e le nuvole etiandio stillarono
acqua.
5I monti colarono, per la presenza del Signore: que-
sto Sinai anch'esso, per la presenza del Signore Iddio
d'israel.
6Al tempo di
Samgar, figliuolo d'Anat: al tempo di
Iael, le strade maestre erano cessate, ed i viandanti anda-
vano per sentieri torti.
7Le villate in Israel erano venute meno: erano venute
meno: fin ch'io Debora sursi: fin che io sursi, per esser
madre in Israel.
8Quando Israel ha scelti nuovi dii, allhora la guerra è
stata alle porte: si vedeva egli alcuno scudo, o lancia, fra
quarantamila huomini in Israel?
9Il cuor mio è inverso i rettori d'Israel, che si son
portati francamente fra'l popolo. Benedite il Signore.
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