La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Occorrenze immagine » Bibbia Diodati (1641) - p. 4076


33Ma, se'l Signore vivente s'è per un poco di tempo
adirato contr'a noi, a nostro gastigamento, e correttione;
egli si rappacificherà dinuovo inverso i suoi servidori.
34Ma tu, huomo scellerato, e'l più vituperoso di tutti
gli huomini, non superbir vanamente, fremendo, e le-
vando la mano contr'a' servidori dell'Iddio del cielo, so-
pra speranze incerte.
35Percioche tu non sei anchora scampato dal giudi-
cio dell'onnipotente Iddio, che riguarda ogni cosa.
36Conciò sia cosa che hora i miei fratelli, havendo
sostenuto un breve dolore, sieno morti nel patto di Dio,
che è un patto di vita eterna: ma tu, per lo giudicio di
Dio, porterai le condegne pene della tua superbia.
37E, quant'è a me, io metto il corpo, e la vita mia per
le leggi de' nostri padri, come hanno fatto i miei fratelli:
pregando il Signore, che tosto sia propitio alla nostra
natione: e che tu, per tormenti, e flagelli, confessi ch'egli
solo è Dio.
38E cessi in me, e ne' miei fratelli, l'ira dell'Onnipo-
tente, laquale è stata giustamente sparsa sopra tutta la
nostra natione.
39Allhora il rè, acceso nell'ira, procedette contr'a co-
stui più rigidamente che contr'agli altri, inasprito di
quello scherno.
40Così dunque morì anchora costui puramente, con-
fidandosi interamente nel Signore.
41Ed all'ultimo, dopo i figliuoli, morì anche la madre.
42Tanto adunque sia detto intorno a' sacrificii
degl'idoli, ed a queste eccessive crudeltà.

Capitolo VIII

1Hor Iuda Macabeo, e quelli ch'erano con lui, entran-
do nascosamente nelle castella, chiamavano a loro aiuto i


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