La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Occorrenze immagine » Bibbia Diodati (1641) - p. 4050


Questo secondo libro de' Macabei contiene due parti: on-
de la prima è compresa nel primo capitolo, ed in una parte
del secondo: il cui suggetto non è altro, senon due lettere,
scritte da' Iudei di Ierusalem a que' d'Egitto, per esortar-
gli di celebrar con loro, ne' tempi ordinati, le feste de' Ta-
bernacoli e della Purification del Tempio. Sopra lequali
lettere vi sono tante difficoltà ne' tempi, e nelle persone
che vi sono mentovate: e v'è così poco fondamento nelle
narrationi del fuoco sacro, trovato dopo la cattività; e
dell'Arca, del Tabernacolo, e dell'Altare, nascosti da Iere-
mia; che v'è luogo di sospettare che sono pure favole Iu-
daiche: non che vi sia alcun carattere di Scrittura divina-
mente inspirata. L'altra parte, che comincia dal cap. 2.20.
è un sommario d'una lunga storia di Iason Cireneo, delle
persecutioni d'Antioco, e della liberatione del popolo per
Iuda Macabeo, fino alla sconfitta e morte di Nicanor. Ma
in queste vi son diverse cose mal concordanti col primo li-
bro, che è senza fallo più verace, e sicuro: come è la morte
d'Antioco, descritta cap. 9. molto differentemente da cio
che n'è detto nel primo libro cap. 6. oltr'a molte altre sin-
golarità. E principalmente, certi capi che non possono sta-
re alla prova della dottrina della Scrittura santa: come è la
lode di Razia, precipitandosi a morte volontaria, cap. 14.
e'l falso giudicio che dà l'autore nel fatto de' sacrificii, e
dell'orationi di Iuda, per l'espiatione del misfatto com-
messo da alcuni del suo esercito, per isvolgere l'ira di Dio
da tutto'l corpo di quello: come se cio fosse stato fatto in
beneficio di quelli ch'erano morti per lo peccato loro: cap.
.44. Opinione, che non ha né fondamento, né approba-


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