
30O quanto son disiderabili tutte l'opere sue! benche
non se ne possa contemplare, senon come una scintilla.
31Tutte queste cose vivono, e durano in perpetuo a
tutti i loro usi: ed ogni cosa gli ubbidisce.
32Ogni cosa è doppia, l'una opposta all'altra: ed egli
non ha fatto nulla di difettuoso.
33L'una cosa conferma i beni dell'altra: e chi si potrà
satiare di veder la gloria di Dio?
Capitolo XLIII
1Il purissimo fermamento è la trionfante bellezza de'
luoghi sovrani: il sembiante del cielo è glorioso a vederlo.
2Il sole, uscendo fuori, è come un banditor
publico,
per la sua apparitione: è un vaso maraviglioso, lavoro
dell'Altissimo.
3Essendo al suo meriggio disecca il paese: e chi potra
durar contr'alla sua arsura?
4Come chi soffia nella fornace, per far lavori che si
fanno col fuoco: così, anzi tre volte più, il sole divampa i
monti.
5Egli sbuffa vapori di fuoco, e sfavillando di raggi,
abbaglia gli occhi.
6Grande è il Signore che l'ha fatto, e per li cui
co-
mandamenti egli affretta il suo viaggio.
7Egli ha anchora fatta la luna, per esser nella sua
po-
stura secondo i suoi tempi; un inditio delle stagioni, ed
un segno del mondo.
8Dalla luna si prendono i segni delle feste: è un
lumi-
nare che scema fino a mancar del tutto.
9Poi, mutando aspetto, cresce in maniera maraviglio-
sa: il mese si nomina del nome d'essa.
10Ella è a guisa d'arredi di campo ne' luoghi eccelsi,
rilucendo nel fermamento del cielo.
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