La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Occorrenze immagine » Bibbia Diodati (1641) - p. 3873


25Ascolta, figliuolo, non isprezzarmi; ed alla fine tu
troverai le mie parole esser vere.
26Sii accorto in tutto cio che fai, e niuna infermità ti
sopraverrà.
27Le labbra benediranno chi è splendido in far con-
viti: e la testimonianza della sua gentilezza sarà verace.
28La città mormorerà contr'a chi è scarso nella sua
tavola; e la testimonianza della sua cattività sarà molto
esatta, senza tralasciarne nulla.
29Non esser valente intorno al vino: conciò sia cosa
che'l vino ne habbia fatti perir molti.
30La fornace prova il taglio della spada nella tempe-
ra: così il vino prova il cuore nella contesa de' superbi.
31Il vino è all'huomo a par della vita, se tu lo bei per
misura.
32Qual sarebbe la vita, senza'l vino? esso è stato
creato per rallegrar gli huomini.
33Il vino, bevuto a suo tempo, quanto basta, è letitia
al cuore, ed allegrezza all'anima.
34Il vino, bevuto largamente, è amaritudine all'ani-
ma, con istizze, ed abbattimenti.
35L'ebbrezza accresce l'animo allo stolto, a sua rui-
na; e scema le forze, e produce ferite.
36Non riprendere il tuo amico in convito, mentre si
bee vino: e non isprezzarlo nella sua allegrezza.
37Non dirgli parola di villania, e non premerlo con
ridomandargli cio che tu gli havrai prestato.

Capitolo XXXII

1Se tu sei stato costituito rè del convito, non innal-
zarti sopra gli altri: ma sii fra loro come un di loro.
2Habbi prima cura di loro, e poi siedi: e, dopo che tu
havrai fatto tutto cio che ti s'appartiene, puonti a tavola.


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