
le: così anchora sono honorevoli appo'l Signore quelli
che lo temono.
24Il timor del Signore va davanti
all'innalzamento:
ma lo scacciamento dal principato è l'induratione, e la
superbia.
25Il timor del Signore è gloria, così del ricco, e
del
nobile, come del povero.
26E' non è cosa giusta di dishonorare il povero inten-
dente: ed altresì non si conviene honorar l'huomo pec-
catore.
27Il grande, il rettore, e'l possente sono honorati: ma
di loro non v'è alcuno maggiore di chi teme il Signore.
28I franchi serviranno al servo che sarà savio: e l'huo-
mo prudente non mormora quando è corretto.
29Non fare il savio, per fare il tuo lavoro: e non glo-
riarti al tempo della tua necessità.
30Meglio vale colui che lavora, ed abbonda d'ogni
cosa; che chi va passeggiando, ed è vanaglorioso, ed ha
mancamento di pane.
31Figliuolo, rendi honorevole la tua persona per mo-
destia, e dalle gloria secondo la tua dignità.
32Chi giustificherà colui che pecca contr'alla sua
propia anima? e chi honorerà colui che dishonora la sua
propia vita?
33Il povero è honorato per la sua scienza, e'l ricco è
honorato per le sue ricchezze.
34Colui che è honorato essendo povero, quanto più
sarebbelo essendo ricco? e colui che è dishonorato es-
sendo ricco, quanto più
sarebbelo essendo povero?
Capitolo XI
1La sapienza innalza il capo dell'huomo di bassa
conditione, e lo fa sedere in mezzo de' grandi.
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