
nimici de' tuoi figliuoli, e quelli ch'erano degni di mor-
te, dando loro tempo,
e modo da dipartirsi dalla lor
malvagità:
21 Con quanto maggior sollecitudine giudicherai tu i
tuoi figliuoli, a' cui padri tu desti i giuramenti, ed i patti
di buone promesse?
22 Ammaestrandoci adunque, tu flagelli infinitamen-
te più i nostri nimici: accioche, giudicando, pensiamo
diligentemente alla tua bontà: e, giudicati, aspettiamo
misericordia.
23 Là onde, etiandio quelli ch'erano vivuti ingiusta-
mente in istoltitia di vita, furono da te tormentati per le
lor propie abbominationi.
24 Percioche anche si son traviati vie più lungi nelle
vie dell'errore, reputando per dii, fra gli animali de' lor
nimici, quelli ch'essi haveano in isprezzo, essendo in-
gannati a guisa di
fanciulli pazzi.
25 Per cio, come sopra fanciulli senza ragione, hai
mandato sopra loro il giudicio, per ischernirgli.
26 Ma quelli, che non si son corretti per gli scherni
della riprensione, proveranno il giudicio che è degno di
Dio.
27 Percioche, in luogo ch'essi, sofferendo, indegnava-
no per questi che reputavano iddii; quando furono puniti
nelle lor propie persone, e videro colui che già haveano
negato di conoscere, riconobbero il vero Dio: per cio an-
che lo stremo della condannatione venne loro addosso.
Capitolo XIII
1 Percioche tutti gli huomini, che non hanno la cono-
scenza di Dio, son vani: e, dalle cose buone che si veggo-
no, non possono conoscere colui che è: e non pure, po-
nendo
mente all'opere, riconoscono l'artefice.
2 Anzi hanno stimati per dii rettori del mondo, o'l
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