La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Metadati » Bibbia Diodati (1641) - p. 3774



Capitolo IV

1 Meglio è l'esser senza figliuoli, ed haver virtù, che
d'haverne, senza quella: percioche v'è immortalità nella
memoria d'essa: conciò sia cosa ch'ella sia riconosciuta
appo Iddio, ed appo gli huomini.
2 Ed essi l'imitano mentre è presente, e la disiderano,
quando s'è dipartita: ed ella, havendo ottenuta vittoria
ne' combattimenti di premi irreprobabili, trionfa, ed è
coronata in eterno.
3 Ma la moltitudine degli empi, abbondante in proge-
nie, non profitterà; ed uscendo di rampolli bastardi non
metterà profonda radice, e non poserà fermo pedale.
4 Percioche, avvegnache per un tempo pulluli in rami,
tuttavia, non essendo quelli fermamente fondati, saranno
scrollati dal vento, e diradicati dalla violenza de' venti.
5 I rami saranno rotti, avanti ch'esser pervenuti alla
lor perfettione, e'l lor frutto sarà inutile, essendo acerbo
da mangiare; e non sarà buono a nulla.
6 Conciò sia cosa che tutti i figliuoli che nascono di
giaciture inique sieno testimoni di malvagità contr'a' lor
genitori, quando ne sarà fatta inquisitione.
7 Ma il giusto, etiandio quando sarà colto d'acerba
morte, sarà in riposo.
8 Percioche la venerabile vecchiezza non è quella ch'è
molto attempata, e non si misura a numero d'anni.
9 Ma la prudenza è canutezza agli huomini, e la vita
immaculata è la lor grave età.
10 Colui che già fu grato a Dio fu amato: e, vivendo
fra' peccatori, fu trasportato.
11 Fu rapito, accioche la malitia non mutasse il suo
intendimento, e che la fraude non sodducesse la sua
anima.
12 (Percioche la malia di malvagità oscura le cose
buone, e la vagabonda concupiscenza pervertisce una
mente senza malitia)


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