La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure


costretti di far loro come habbiamo parlato, e di trarci
addosso il giuramento, ilquale non possiamo trapassare.
28Ma tu al presente fa oratione per noi, (conciò sia
cosa che tu sii donna pia) che'l Signore mandi la piog-
gia, per empier le nostre cisterne, accioche noi non ve-
gniamo più meno.
29E Iudit disse loro, Ascoltatemi: ed io farò una cosa,
che sarà portata per ogni età a que' della nostra natione.
30Statevene alla porta questa notte: ed io me n'uscirò
fuor della città, con la mia cameriera: e fra' giorni, che
voi havete detto d'arrender la città, il Signore visiterà
Israel per man mia.
31Ma non ricercate cio ch'io son per fare: percioche
io non ve'l dichiarerò, fin ch'io habbia adempiuta la mia
impresa.
32Ed Ozia, ed i rettori le dissero, Vattene salvamen-
te: e sia il Signore Iddio davanti a te, per far la vendetta
de' nostri nimici.
33Poi, ritornandosene dalla tenda di Iudit, se n'an-
darono ciascuno al suo quartiere.

Capitolo IX

1E Iudit, gittatasi in su la faccia a terra, si mise della
cenere in sul capo: poi si spogliò il ciliccio che havea in-
dosso.
2E nel medesimo tempo che s'offeriva il profumo del
vespro in Ierusalem, nella Casa del Signore, Iudit gridò
con gran voce: e disse,
3Signore Iddio di Simeon, mio padre, a cui tu desti la
spada, da far vendetta sopra gli stranieri, iquali sforzaro-
no la vergine, a sua contaminatione; e scopersero la co-
scia, a sua vergogna; e violarono la sua verginità, a suo
vituperio: (conciò sia cosa che tu habbia detto, E' non si
dee far così)


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