La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Biblia, Ez » Bibbia Diodati (1641) - p. 3743


cosa che voi ci habbiate fatto un gran torto, di non haver
trattata pace con gli Assirii.
27Ed hora non v'è più alcun ristoro per noi: anzi Id-
dio ci ha venduti nelle lor mani, accioche siamo atterrati
davanti a loro per sete, e gran distruttione.
28Hora dunque, chiamategli, ed arrendete la città,
per esser predata da tutta la gente d'Holoferne, e da tut-
to'l suo esercito.
29Percioche meglio è che noi siamo loro in preda,
che di morir di sete: conciò sia che noi saremo loro, e le
persone nostre viveranno; e non vedremo morire i nostri
fanciulli davanti a' nostri occhi; né le nostre mogli, né i
nostri figliuoli venir meno della vita.
30Noi prendiamo in testimoni contr'a voi il cielo, e la
terra: e'l nostro Dio, e Signor de' nostri padri, ilquale fa
vendetta sopra noi secondo i nostri peccati, ed i peccati
de' nostri padri, che voi non siate cagione ch'egli faccia
così al dì d'hoggi.
31E vi fu un gran pianto di tutti ad una voce, in mez-
zo della raunanza: e gridarono al Signore Iddio con gran
voci.
32Ed Ozia disse loro, Fratelli, habbiate pur buon
animo: sostenianci anchora cinque giorni, infra iquali il
Signore Iddio nostro rivolgerà la sua misericordia inver-
so noi: percioche egli non ci lascerà in perpetuo.
33E se pure, passati questi cinque giorni, non ci sarà
venuto aiuto, io farò come havete detto. Poi fece partire
il popolo, e ritrarre ciascuno alle sue stanze.
34Ed essi andarono in su la mura, ed in su le torri
della lor città, e rimandarono le mogli, ed i figliuoli, alle
case loro: ed erano in grande afflittione nella città.

Capitolo VIII

1Hor in que' giorni Iudit udì queste cose. Costei era
figliuola di Merari, figliuolo d'Ocs, figliuolo di Iosef, fi-


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