La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Occorrenze immagine » Bibbia Diodati (1641) - p. 3657


53E nel sesto giorno comandasti alla terra che produ-
cesse davanti a te bestie domestiche, e fiere, e rettili.
54E, dopo quelle, Adam, il quale tu costituisti rettore
sopra tutte l’opere che tu hai fatte: e da lui noi discen-
diamo tutti: ed anche il popolo, che tu hai eletto.
55Hor io ho dette tutte queste cose davanti a te, Si-
gnore: perciocché tu hai creato il mondo per noi.
56Ed hai detto che l’altre genti, procedute d’Adam,
non son nulla, e che sono simili a dello sputo, ed hai as-
somigliate le lor ricchezze alle stille che caggiono da una
secchia.
57E pure, o Signore, ecco, queste genti, che sono sta-
te reputate come nulla, hanno preso a signoreggiarci, ed
a divorarci.
58E noi, tuo popolo, il qual tu hai chiamato il tuo pri-
mogenito, anzi il tuo unico, il tuo zelante, siam dati nelle
lor mani.
59Che se ‘l mondo è stato creato per noi, perché non
possediamo noi la nostra heredità col mondo? od infino
a quando dureranno queste cose?

Capitolo VII

1Ed avvenne che, quando io hebbi finiti questi ragio-
namenti, l’Angelo ch’era stato mandato a me le notti
precedenti, mi fu mandato.
2E mi disse, Levati, Esdra, ed ascolta le parole ch’io
son venuto a dirti.
3Ed io dissi, Parla, Dio mio. Ed egli mi disse, Il mare
fu posto in luogo spatioso, acciocché fosse profondo, ed
immenso.
4Hor, pogniamo che la sua entrata sia in luogo stret-
to, sì che sia simile a’ fiumi.
5Chi è colui che, volendo pure entrar nel mare, per
vederlo, o signoreggiar sopra esso, possa in qualunque


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