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Bibbia Diodati (1641) - p. 3645
13Ed egli mi rispose, e disse, Io andai una volta ad
un bosco nella campagna.
14E gli alberi tenevano consiglio, e dicevano, Venite,
andiamo, e facciam guerra al mare, acciocché ci dia luo-
go, e che noi ci facciam dell’altre selve.
15Parimente anchora l’onde del mare tennero consi-
glio, e dissero, Venite, sagliamo, guerreggiam le selve
de’ campi, acciocché ci prepariamo quivi un altro luogo.
16Ma il pensiero della selva fu vano: perciocché il fuo-
co venne, e la consumò.
17Parimente anche fu vano il pensiero dell’onde del
mare: perciocché la rena si levò, e le divietò.
18Hor, se tu fossi lor giudice, quale imprenderesti di
giustificare, o di condannare?
19Ed io risposi, e dissi, Certo, amendue haveano di-
visata una vanità: conciò sia cosa che la terra sia data alle
selve, ed al mare un luogo da portar le sue onde.
20Ed egli mi rispose, e disse, Bene hai giudicato: e
perché non hai così giudicato di te stesso?
21Perciocché, sicome la terra è ordinata per la selva,
e ‘l mare per le sue onde; così quelli c’habitano sopra la
terra possono sol intendere le cose che son sopra la ter-
ra: e quelli che son sopra i cieli le cose che son sopra l’al-
tezza
de’ cieli.
22Ed io risposi, e dissi, Io ti prego, Signore, che mi
sia dato senno da intendere.
23Conciò sia cosa ch’io non habbia voluto domanda-
re delle tue cose sovrane, ma di quelle che passano ogni
giorno fra noi: perché Israel sia messo in vituperio appo
i Gentili: e perché il popolo il qual tu hai amato sia dato
in potere delle nationi empie: e perché la Legge de’ no-
stri padri sia perita, e gli statuti scritti non si trovino più
in luogo alcuno.
24E perché noi trapassiamo dal mondo, come locu-
ste: e la nostra vita non sia che stupore, e spavento: e
non siamo pur giudicati degni d’ottener misericordia.
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