
Questo libro non è se non una sommaria ripetitione d’al-
cuni scritti sacri, e Canonici: cioè, de’ due ultimi
Capitoli
del secondo Libro delle Croniche: e de’ Libri del vero
Esdra, e di Nehemia. La quale, oltre che è senza alcuna ne-
cessità,
né utilità; contiene anchora diverse cose, e circo-
stanze, direttamente contrarie a que’ suddetti Libri, che
sono d’autentica verità. Come, fra l’altre, la narratione in-
serta nel terzo, e quarto Capitolo, de’ tre giovani, guardie
di Dario, contendendo per lo premio della più eccellente
sentenza, proposta da ciascun di loro: benché riferita
etiandio da Iosefo, historico Ebreo; oltre che non ha alcun
segnale di maestà, e santità divina; è manifestamente con-
vinta di falsità: perciocché questo libro trae di là
l’occasione
della seconda tornata de’ Iudei dalla cattività di Babilo-
nia, e della
ripresa dell’edificio del Tempio, sotto Dario,
per Zorobabel, preteso l’uno de’ tre giovani suddetti: là
dove il vero Esdra dichiara che Zorobabel fu il conduttore
della prima moltitudine de’ Iudei, che tornò sotto Ciro,
molti e molti anni avanti Dario. E perciò, con molta ra-
gione questo libro è stato di pari
consentimento rigittato
fra gli Apocrifi della più bassa e falsa lega.
Capitolo I
1Hor Iosia celebrò la Pasqua al suo Signore, in Ieru-
salem: e sacrificò la Pasqua nel quartodecimo giorno del
primo mese.
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