La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
De virtutibus herbarum » Bibbia Diodati (1641) - p. 3556


lor mani, per non adorareicona concordanze i demoni, e gl'idoli d'oro, e
d'argento, e di rame, e di pietra, e di legno,icona concordanze i quali non
possono né vedere, né udire, né caminare.
21Parimente non si ravvidero de' lor micidi, né delle
lor malie, né della lor fornicatione, né de' lor furti.

Capitolo X


S. Giovanni descrive l'apparitione d'un grande Angelo, scenden-
do dal cielo, con un libretto in mano: 3 i sette tuoni proferiscono
le lor voci: 5 quell'Angelo giura la fin del mondo, e de' segreti di
Dio, esser determinata: 8 poi è ordinato a Giovanni di divorare il
libretto, il quale gli è dolce in bocca, ed amaro nel ventre.


1Poi vidi un altro possente Angelo, che scendeva dal
cielo, intorniato d'una nuvola, sopra ‘l capo del quale era
l'arco celeste: e la sua faccia era come il sole, ed i suoi
piedi come colonne di fuoco. icona nota .
2Ed havea in mano un libretto aperto: ed egli posò il
suo piè destro in sul mare, e ‘l sinistro in su la terra.
3E gridò con gran voce, nella maniera che rugge il
leone: e, quando hebbe gridato, i sette tuoni proferirono
le lor voci.
4E, quando i sette tuoni hebbero proferite le lor voci,
io era presto per iscriverle: ma io udì una voce dal cielo,
che mi disse,icona concordanze Suggella le cose che i sette tuoni hanno
proferite, e non iscriverle. icona nota
5Eicona concordanze l'Angelo, il quale io havea veduto stare in piè in
sul mare, ed in su la terra, levò la man destra al cielo.
6E giurò per colui che vive ne' secoli de' secoli, il quale
ha creato il cielo, e le cose che sono in esso: e la terra, e le
cose che sono in essa: e ‘l mare, e le cose che sono in esso;
che non vi sarebbe più tempo. icona nota


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