
gni, e sodduca i miei servidori, per fornicare, e
mangiar
de' sacrificii degl'idoli.
21Ed io le ho dato tempo da ravvedersi della sua for-
nicatione: ma ella non s'è ravveduta.
22Ecco, io la fo cadere in letto; e quelli ch'adulterano
con lei, in gran tribolatione, se non si ravveggono
dell'opere loro.
23E farò morir di morte i figliuoli d'essa: e tutte le
Chiese conosceranno ch'io son
quello ch'investigo le
reni, ed i cuori: e renderò a ciascun di voi secondo le vo-
stre opere.
24Ma a voi altri che siete in Tiatiri, che non havete
questa dottrina, e non havete conosciute le profondità
di Satana, come coloro parlano; io dico, Io non metterò
sopra voi altro carico.
25Tuttavolta, ciò che voi havete ritenetelo fin ch'io
venga.
26Ed a chi vince, e guarda fino al fine l'opere mie, io
darò
podestà sopra le nationi
27
Ed egli le reggerà con una verga di ferro, e sa-
ranno tritate come i vasi di terra: sí come io anchora ho
ricevuto dal Padre mio.
28E gli darò la stella mattutina.
29Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle
Chiese.
Capitolo III
Il Signore comanda a S. Giovanni di scrivere alla Chiesa di Sardi,
nella persona del suo Pastore, per riprenderla, che'n verità, ed in
effetto, non corrispondeva alla fama della sua fede, e pietà: 7 a
quella di Filadelfia, per consolarla, e fortificarla nella sua perse-
veranza, benché debole: 14 ed a quella di Laodicea, per corregger
severamente la sua tepidezza, e vana presuntione; e per esortarla
ad ammendarsi.
1Ed all'Angelo della Chiesa di Sardi scrivi: Queste
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