La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
Occorrenze immagine » Bibbia Diodati (1641) - p. 3190


16Il vostro bene adunque non sia bestemmiato.
17Perciocché il Regno di Dio non è vivanda, né be-
vanda: ma giustitia, e pace, e letitia nello Spirito santo.
18Perciocché, chi in queste cose serve a Christo è gra-
to a Dio, ed approvato dagli huomini.
19Procacciamo adunque le cose che son della pace, e
della scambievole edificatione.
20Non disfar l’opera di Dio per la vivanda:icona concordanze ben so-
no tutte le cose pure: ma v’è male per l’huomo che man-
gia con intoppo.
21icona concordanze Egli è bene non mangiar carne, e non ber vino, e
non far cosa alcuna, nella quale il tuo fratello s’intoppa,
od è scandalezzato, od è debole.
22Tu, hai tu fede? habbila in te stesso, davanti a Dio:
beato chi non condanna se stesso in ciò ch’egli discerne.
23Ma colui che stà in dubbio, se mangia, è condan-
nato: perciocché non mangia con fede: hor tutto ciò che
non è di fede è peccato. icona nota

Capitolo XV


L’Apostolo continua d’esortare a pace, e concordia, mediante un
santo e caritevole compiacimento, 3 secondo l’esemplo di Chri-
sto, 7 il quale ha ugualmente ricevuti a sé i Iudei, ed i Gentili: 14
poi rende ragione a’ Romani, perché, seguendo ’l suo ufficio
d’Apostolo de’ Gentili, havea loro scritta quest’Epistola: 22 pro-
mettendo loro di visitargli di presenza, 25 dopo ’l suo viaggio di
Ierusalem, 30 per lo cui prospero successo richiede l’aiuto delle
loro orationi.


1Hor noi, che siamo forti, dobbiam comportar le de-
bolezze de’ deboli, e non compiacere a noi stessi. icona nota


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