La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure
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9Essendo adunque avvenuto questo, anchora gli altri
c’haveano delle infermità nell’isola venivano, ed erano
guariti.
10I quali anchora ci fecero grandi honori: e, quando
ci partimmo, ci fornirono delle cose necessarie.
11E tre mesi appresso, noi ci partimmo sopra una na-
ve Alessandrina, c’havea per insegna Castore, e Polluce,
la quale era vernata nell’Isola.
12Ed, arrivati a Siracusa, vi dimorammo tre giorni.
13E di là girammo, ed arrivammo a Reggio. Ed un
giorno appresso levatosi l’Austro, in due giorni arrivam-
mo a Pozzuolo.
14Ed, havendo quivi trovati de’ fratelli, fummo pre-
gati di dimorare appo loro sette giorni. E così venimmo
a Roma.
15Hor i fratelli di là, havendo udite le novelle di noi,
ci vennero incontro fino al Foro Appio, ed alle Tre ta-
verne: e Paolo, quando gli hebbe veduti, rendè gratie a
Dio, e prese animo.
16E, quando fummo giunti a Roma, il Centurione
mise i prigioni in man del Capitan maggiore della Guar-
dia: ma a Paolo fu conceduto d’habitar da sé, col soldato
che lo guardava.
17E, tre giorni appresso, Paolo chiamò i principali
de’ Iudei: e, quando furono raunati, disse loro, Huomini
fratelli, senza ch’io habbia fatta cosa alcuna contr’al po-
polo, né contr’a’ riti de’ padri, sono stato da Ierusalemicona concordanze
fatto prigione, e dato in man de’ Romani.
18I quali,icona concordanze havendomi esaminato, volevano liberarmi:
perciocché non v’era in me alcuna colpa degna di morte.
19Ma, opponendosi i Iudei,icona concordanze io fui costretto di ri-
chiamarmi a Cesare: non già come s’io havessi da accu-
sar la mia natione d’alcuna cosa.


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