La Bibbia nel Cinquecento: edizioni interpretazioni censure


23Il giorno seguente adunque, essendo venuti Agrip-
pa, e Bernice, con molta pompa, ed entrati nella sala
dell’udienza, co’ Capitan, e co’ principali della città, per
comandamento di Festo Paolo fu menato quivi.
24E Festo disse, Re Agrippa, e voi tutti che siete qui
presenti con noi, voi vedete costui, al quale tutta la mol-
titudine de’ Iudei ha detto querela appo me, ed in Ieru-
salem, e qui, gridando che non convien ch’egli viva più.
25Ma io, havendo trovato ch’egli non ha fatto cosa
alcuna degna di morte, ed egli stesso essendosi richia-
mato ad Augusto, io son diliberato di mandargliele.
26E, per ciò ch’io non ho nulla di certo da scriverne
al Signore, l’ho menato qui davanti a voi, e principal-
mente davanti a te, o rè Agrippa: acciocché, fattane l’in-
quisitione, io habbia che scrivere.
27Perciocché mi pare cosa fuor di ragione di mandare
un prigione, e non significar l’accuse che son contr’a lui.

Capitolo XXVI


Paolo mantiene la sua innocenza davanti al rè Agrippa, dimostran-
do come, di zelante ed irreprensibile Iudeo, 9 e d’aspro persecutor
della Chiesa, 12 Iddio l’havea miracolosamente chiamato, ed ordi-
nato predicator dell’Evangelio a’ Iudei, ed a’ Gentili: 19 il quale uf-
ficio egli havea fedelmente eseguito: 24 ed essendo schernito da Fe-
sto, gli risponde modestamente: 27 e, rivoltosi ad Agrippa, lo
commuove alquanto: 31 e fa apparir la sua innocenza a tutti.


1Ed Agrippa disse a Paolo, E’ ti si permette di parlar
per te medesimo. Allhora Paolo, distesa la mano, parlò a
sua difesa in questa maniera.
2Re Agrippa, io mi reputo felice di dovere hoggi pur-
garmi davanti a te di tutte le cose, delle quali sono accu-
sato da’ Iudei.
3Principalmente, sapendo che tu hai conoscenza di
tutti i riti, e quistioni, che son fra’ Iudei: per ciò ti prego
che m’ascolti patientemente.


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