
29Essendo noi adunque progenie di Dio, non dob-
biamo stimar che
la Deità sia
simigliante ad oro, od
ad argento, od a pietra: a scoltura d’arte, e d’inventione
humana.
30
Havendo Iddio adunque dissimulati i tempi
dell’ignoranza, al presente dinuntia per tutto a tutti gli
huomini che si ravveggano.
31Perciocché egli ha ordinato un giorno, nel quale egli
giudicherà il mondo in giustitia, per quell’huomo, ilqua-
le egli ha
stabilito: di che ha fatta fede a tutti, havendolo
suscitato da’ morti.
32Quando udirono mentovar la risurrettion de mor-
ti, altri se ne
facevano beffe: altri dicevano, Noi t’udire-
mo una altra volta intorno a
ciò.
33E così Paolo uscì del mezzo di loro.
34Ed alcuni s’aggiunsero con lui, e credettero: fra’
quali fu anche Dionigio l’Areopagita, ed una
donna chia-
mata per nome Damaris, ed altri
con loro.
Capitolo XVIII
Paolo, venuto in Corinto, s’acconta con Aquila, e Priscilla: 4 e
predica a’ Iudei: ma essi restano indurati, onde egli gli lascia, e si
rivolge a’ Gentili, 9 ed è confermato da Dio in visione: 12 ed i
Iudei procacciano di farlo punire dal Proconsolo, ma indarno: 18
poi egli va in Ierusalem, 23 e di là torna in Galatia, e Frigia: 24
ed Apollo, pieno di zelo, ed ammaestrato più appieno da Aquila,
e Priscilla, predica l’Evangelio in Efeso
con gran frutto.
1Hor, dopo queste cose, Paolo si partì d’Atene, e
venne in Corinto.
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