
S. Giovanni tiene l’ultimo luogo fra gli Evangelisti: per-
ché, essendo sopravivuto agli altri, ed anche a tutti gli
Apostoli, egli ha messa l’ultima mano a questa divina
struttura degli Evangeli: recandovi molti capi di dottrina,
e d’historia, necessari al compimento dell’opera, ed al pie-
no ammaestramento della Chiesa: senza fermarsi a ripete-
re le cose sufficientemente narrate dagli altri. L’antica e
comune credenza è stata, ch’egli ha scritto ’l suo Evange-
lio,
principalmente per cagione di certi heretici, Cherintia-
ni, Ebioniti, ed altri, i quali, fin da quel tempo,
oppugna-
vano la Deità del Figliuolo
eterno di Dio. Là onde egli
altresì, più chiaramente, e potentemente che gli altri, ha
insegnata, e stabilita questa dottrina, primo fondamento
della fede, e della Chiesa Christiana. E per quella egli fa la
sua entrata, con una sublime dichiaratione dell’eterna ge-
neratione del Figliuolo di Dio: là dove gli altri hanno pre-
si i lor cominciamenti dalla sua concettione, e nascimento
humano. E nel seguito osserva questo stile, che, là dove gli
altri discrivono gran numero di fatti del Signore, per via di
narratione; egli ne sceglie un minor numero de’ più segna-
lati;
aggiugnendovi presso che per tutto de’ divini sermoni
di Christo, sopra diversi capi della fede, c’hanno rispon-
denza mistica a’ detti fatti. Ed, in luogo che gli altri hanno
raccolte le dottrine del Signore le più comuni; S. Giovanni
ha tolto per impresa di spiegare le più alte, e misteriose. E
per ciò egli è stato, in comparatione degli altri, nominato
dall’antichità, La grande Aquila volante. Fra questi miste-
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